L'aperitivo con Manuel: la Sardegna vista dal continente: miti e leggende

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Prima di trasferirmi in Sardegna l'avevo visitata molte volte, quasi sempre d'estate e solo sulle coste; per questo la mia idea della vita quotidiana sull'isola a forma di impronta era decisamente vacanziera. Avevo il forte desiderio di vivere in mezzo al Mediterraneo e alimentavo questo sogno con un mix di miti e leggende conditi con un po' di cazzate. Ecco alcuni ingredienti di questa insalata continentale.  

In Sardegna non serve il riscaldamento
Escludendo la Sardegna tropicale tra Cagliari e Oristano, le cui temperature medie sono più simili a Tunisi che a Sassari, nel resto dell'isola il riscaldamento serve, non solo per il corpo... ma anche per i muri di casa! E poi è davvero impossibile sostenere che il riscaldamento sia un accessorio inutile nell'isola dove si trova Fonni, anche conosciuta come la Cortina Sarda; negli inverni più nevosi qui si può sciare, per poi guidare per 45 minuti e andare a cena al mare. In ogni caso la percezione della temperatura è davvero un po' particolare, sia per gli umani che per gli animali domestici; infatti, con una temperatura di 15 °C non è difficile incontrare persone con piumino e sciarpa che portano a passeggio un bassotto con cappottino di lana. 

In Sardegna non servono le piscine pubbliche 
Questo perchè quasi dovunque il mare ha i colori di una piscina, quindi si fa il bagno in mare anche d’inverno ma con la muta. Non tutti abitano lungo le coste e poi il mare in inverno è decisamente freddo e spesso anche mosso. Così le piscine pubbliche servono anche in Sardegna, il problema è che non ce ne sono molte. In realtà chi vive vicino al mare ha molte buone scuse per non andarci, ad esempio: “Posso andarci ogni giorno, perchè proprio oggi?” oppure “A luglio e agosto le spiagge sono troppo affollate, aspetto settembre quando i turisti se ne saranno andati”. Però la scusa più frequente è “Ho mal di testa”. 

In Sardegna si mangia sempre pesce 
Questa affermazione può essere confutata con un semplice cartello visto in una trattoria: “Cucina sarda e di mare”. Infatti la cucina tradizionale sarda è fortemente legata alla terra, elemento su quale si svolgono gli eventi sociali più diffusi nell'isola cioè spuntini , arrostite e sagre . Gli altri tre elementi sono una sorta di contorno: l'acqua è il contorno del vino e il fuoco il contorno della brace che viene alimentata con l'aria. Per molti viaggiatori che vengono a trovarci dalla penisola, il simbolo indiscusso della cucina sarda è il porceddu che però non esiste! O meglio, si tratta di un termine sardo “continentalizzato”. I termini corretti sono maialetto o porcetto, cioè il nobile e giovanissimo suino che si sacrifica per noi su una brace ardente, per donarci una tra le più croccanti concentrazioni di grassi del mondo animale. 

In Sardegna la pausa pranzo è di quattro ore e si svolge al mare 
Per chi lavora nei negozi e in alcune altre attività commerciali questa è la durata media del riposo tra mattina e pomeriggio; in realtà non sono sicuro che il pomeriggio esista visto che le ore dopo mezzogiorno sono considerate sera. E' un po' come la siesta spagnola ed è certamente uno degli aspetti che più mi affascinava prima del trasferimento, insieme con il pranzo al mare con insalata di polpo e calamari fritti... insomma, un sogno. Purtroppo questa prassi non viene seguita negli uffici come il mio che lavorano con chi la pausa pranzo non la fa come gli scandinavi, vive a un fuso orario di sette ore in più come i giapponesi oppure ha disponibile solo un’ora – ma di quelle scolastiche di 50 minuti – come i lavoratori stanziati nell'ex-nebbiosa pianura padana. 

In ogni caso il piacere della vita in Sardegna supera di gran lunga ogni luogo comune e soprattutto non si può spiegare ma solo sentire e vivere ogni giorno.

Opinioni

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