L'Agnata: "quell'angolo nascosto". 41 anni dal sequestro De Andrè.

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"Ognuno lascia la sua impronta nel luogo che sente appartenergli di più". Murakami, come dargli torto? 
Ci sono luoghi , terre, angoli, che sentiamo nostri, ai quali sentiamo subito di appartenere, che ci lasciano senza fiato per qualche istante, posti dove il cuore batte forte e abbiamo l’impressione di essere liberi e al sicuro nello stesso momento. Luoghi che ci chiamano e ci parlano dritti allo stomaco. Forse sono queste le sensazioni che ha percepito Fabrizio De Andrè la prima volta che ha messo piede all’Agnata - angolo nascosto in Gallurese. 
 A metà degli anni ’70 infatti il cantautore Genovese decise, non solo di acquistare un grande appezzamento di terra a pochi chilometri da Tempio Pausania, ma di trasferirsi insieme alla compagna Dori Ghezzi, e dedicare completamente la sua vita all’allevamento e all'agricoltura accantonando per un periodo la musica. Fu colpito, come dichiarò lui stesso, dal cosi detto “ Mal di Sardegna”. Per Fabrizio infatti fu un vero e proprio colpo di fulmine, quella Sardegna cosi profonda, aspra, ricca di colori, quelle persone e i loro dialetto l’avevano stregato. Si sentiva più contadino che musicista e sosteneva fortemente: "qui voglio vivere e qui voglio invecchiare" . Iniziò cosi a studiare , non solo come potare gli alberi di ulivo, ma anche il dialetto Gallurese grazie a un dizionario antico donatogli dal suo fattore, col tempo grande amico, Filippo Mariotti, diceva sempre “per essere uno di voi, voglio parlare come voi”. Insieme al fattore hanno cosi creato il paradiso che tutti noi oggi possiamo ammirare: L’Agnata, l'angolo nascosto rimasto tale a come l’ha lasciato il nostro Fabrizio ormai più di vent’anni fa. 

Chiunque ami la musica e le parole di Faber o semplicemente lo stima come uomo e si reca per la prima volta - ma anche per le volte successive - in quell’ “Angolo nascosto “ proverà emozioni fortissime difficili da scordare. Gli occhi si riempiranno di un verde acceso presente ovunque e in particolare su tutta la facciata della tenuta, un verde fitto che non lascia travedere niente, neanche un mattone ma lascia libera solo la piccola porta dell’ingresso e una finestra al primo piano, dove basta davvero poco per immaginare di veder affacciato Fabrizio, la notte, con una sigaretta tra le dita che guarda il cielo della sua terra d’adozione. 
Le stesse emozioni, vengono raccontate anche dai diversi artisti che negli anni si sono esibiti nel verde giardino esterno della tenuta. Ogni Estate ad Agosto, grazie alla manifestazione Time in jazz e al suo direttore artistico Paolo Fresu, numerosi cantanti, musicisti e artisti vari promuovano la musica e in particolare le canzoni di Fabrizio De Andrè. Quest’anno la responsabilità è toccata a un Daniele Silvestri molto emozionato che saltando la scaletta preparata, ha deciso di cantare la prima canzone di Faber con l’aiuto di una persona speciale: Cristiano De Andrè. Una serata memorabile, che il pubblico presente farà davvero fatica a dimenticare per le forti emozioni provate. 

Ma oggi 27 Agosto non possiamo non ricordare ciò che accadde nello stesso giorno di 41 anni fa. Infatti il bel paradiso, l’Angolo Nascosto, il nido d’amore e di ritrovo di amici e parenti tanto amato da Fabrizio e Dori, purtroppo fu anche la cornice dell'avvenimento orribile che segnò per sempre la vita della coppia e lasciò con il fiato sospeso tutta l’opinione pubblica. La sera del 27 Agosto del 1979 il cantautore e la sua compagna vennero prelevati dalla loro abitazione e sequestrati per 4 lunghi mesi dall’Anonima Sequestri Sarda. Una vicenda agghiacciante, difficile da scordare che si concluse - il 21 dicembre per Dori e il 22 per Fabrizio - solo dietro il pagamento di un riscatto. Ma tale avvenimento non scalfì o diminuì l’amore e l’attaccamento che De Andrè aveva per la sua Sardegna, anzi, continuò a vivere a l’ Agnata e fu talmente ispirato che riprese a scrivere canzoni realizzando forse uno degli album più belli: "L’ Indiano", contenente al suo interno la toccante "Hotel Supramonte" canzone che parla del periodo del loro sequestro e prende il nome dal luogo in cui erano prigionieri. L’opinione pubblica, amici, parenti e fans non rimasero sorpresi quando vennero a sapere che la coppia aveva deciso di perdonare i loro carcerieri, infatti chiunque abbia conosciuto Faber sapeva perfettamente che era sempre stato dalla parte degli ultimi, degli offesi e umiliati. Nelle numerose interviste successive alla liberazione hanno sempre dichiarato: "erano gentili con noi, quasi materni, c’era un rispetto reciproco" e in particolare quando fu chiesto a Dori un commento, lei rispose: "E’ stato brutto, ma poteva succedere anche a Milano". 

Era doveroso parlare di Fabrizio Dè Andrè oggi, del suo tanto amato "Luogo nascosto", della terribile vicenda che ha dovuto subire insieme alla sua compagna proprio 41 anni fa, ma era soprattutto importante rimarcare, specialmente in questo periodo delicato dove la Sardegna è vittima di attacchi denigratori, l’amore vero, profondo che lui ha nutrito per la nostra terra, un’amore forte, quasi soffocante che talvolta non riusciamo a sentire neanche noi Sardi. Quindi grazie per l’eredità musicale che ci hai lasciato, ma un grazie ancora più grande per aver sempre creduto, amato e stimato questa terra nonostante ti abbia privato per un lungo periodo della tua libertà. Per questo chiediamo ancora infinitamente scusa.

Con affetto, La Sardegna

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