L'aperitivo con Manuel: Matrimoni in Sardegna

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La serenata e i giorni prima dell'evento
La sorpresa cantata sotto la finestra della sposa non può mancare nella versione classica del matrimonio in Sardegna, è un evento analogico che in alcuni casi sopravvive anche nell'era digitale. L'esibizione dello sposo in alcuni casi avviene in costume tradizionale e generalmente è seguita da un “piccolo rinfresco”, cioè la prova generale della maratona gastronomica che si svolge nei giorni seguenti. Un po' come un gran premio di Formula Uno che inizia con due giri di ricognizione; l’altro giro viene effettuato separatamente dai due protagonisti in occasione delle serate di addio a nubilato e celibato, i cui contenuti sono protetti da un segreto inviolabile. 

Nei giorni dopo la serenata nell’aria si avvertono le intense vibrazioni che solo l’attesa di un grande evento può generare. In queste ore di solito prende forma l'articolata struttura dei regali di amici, testimoni e parenti. È difficile codificare il termine “parente”, anche per via di alcune fattispecie ibride come madrina, padrino, figlioccio, compare e comare. 
In ogni caso, il valore del regalo può essere calcolato moltiplicando il costo a persona stimato per il ricevimento per un coefficiente variabile in base al grado di parentela e al ruolo nella celebrazione (testimone parente, testimone amico o invitato semplice). 

La cerimonia sia nella versione religiosa che nel format laico, mi piace seguirla finchè mi commuovo ascoltando le persone che si commuovono mentre leggono il proprio messaggio di augurio che fa commuovere gli sposi. Al termine della cerimonia, dalla foschia creata con il lancio di riso e petali di rosa emerge una signora che avanza con passo spedito; ha in mano con un piatto con riso, grano, petali, monetine e dolciumi. Si ferma a un passo dagli sposi e con un gesto deciso lancia a terra il piatto che si rompe in mille pezzi generando buoni auspici suggellati dall'applauso di tutti gli invitati. 

Ora finalmente può iniziare la migrazione verso il luogo della festa: una lunga sfilata di auto addobbate con vistose coccarde che nei mesi successivi si fonderanno con la carrozzeria.  

La festa 
Il corteo si dirige verso il ristorante, cioè l'arena dove si svolge la battaglia tra uomo e cibo con intrattenimento musicale. Solo all'arrivo è possibile comprendere il vero numero degli invitati alla festa: non tutti sono presenti alla cerimonia ma nessuno vuole perdersi la parte più calda e più calorica dell'evento. Il numero medio dei partecipanti è solitamente compreso tra 200 e 400 persone a ciascuna delle quali vengono servite almeno dieci portate. Questi numeri si riferiscono solo alla prima parte della battaglia, cioè il pranzo che dura circa quattro ore e termina con il tradizionale taglio della torta. L'intervallo tra il primo e il secondo tempo è sancito dal suono dell'organetto che invita a riunirsi in cerchio per il Ballu Tundu. I passi di questo ballo tradizionale in apparenza sono molto semplici, in realtà richiedono una grande coordinazione; ma l'obiettivo più ambizioso è mantenere l'equilibrio che viene garantito dalla struttura circolare creata dai partecipanti. Quando ci si diverte il tempo passa molto velocemente, così improvvisamente arriva l'ora della cena defaticante: un ricco buffet che ha lo scopo di colmare gli ultimi spazi vuoti nello stomaco attraverso la reinterpretazione di alcuni piatti del pranzo. Quando il buffet si trasforma in una composizione di tavoli e piatti vuoti, le luci si abbassano e inizia l'ultima parte della festa: entra in scena il deejay che invita gli ospiti a raccogliere le ultime forze per esprimersi nell'antica arte della danza. Questo coraggioso intrattenitore ha però un solo obiettivo: evitare le richieste dei brani che generano il pericoloso vortice del karaoke. Per proteggersi da questa seria minaccia, crea ostacoli di vario tipo intorno alla propria postazione come ad esempio barricate di piante, paraventi e luci multicolore accecanti. A volte però le protezioni non sono sufficienti e vengono abbattute dalla naturale predisposizione al bel canto alimentata da importanti dosaggi di alcol: il deejay viene allontanato dal ponte di comando e inizia l'autogestione del programma musicale. Si tratta del peggiore incubo per i gestori del ristorante che hanno un solo modo per bloccare la pericolosa deriva e chiudere ufficialmente la festa: staccare la corrente.

Opinioni

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