L'aperitivo con Manuel: i dieci comandamenti gastronomici in Sardegna #2

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Dopo aver condiviso i primi cinque comandamenti gastronomici consegnati dal Sardus Pater, ecco la seconda parte del decalogo con l'interpretazione ricavata dagli studi dei più importanti archeologi.

6. Non commettere atti impuri Secondo gli storici, questo comandamento è nato per evitare che la pratica di allungare il vino con l'acqua venisse importata dal continente, in particolare da Roma. Pare infatti che questo atto impuro sia diffuso da molti secoli nelle osterie della città eterna, così come la tradizione di non pagare il conto nel caso in cui la deprecabile usanza dell'oste venga scoperta dai clienti. In Sardegna è rigorosamente vietato contaminare il vino con acqua o altri liquidi; questa proibizione è codificata non solo dalle consuetudini derivanti dalle tavole del Sardus Pater ma anche da un'apposita legge votata all'unanimità da tutti i membri del consiglio regionale. 

7. Non rubare L'occasione fa l'uomo ladro, dice un vecchio proverbio, in realtà probabilmente è più corretto affermare che il ladro si manifesta quando ha l'occasione di rubare senza essere visto. Un po' come alcuni padroni di cani che raccolgono i piccoli dirigibili marroni depositati sul marciapiede dai propri congiunti pelosi solo quando temono di essere additati come stronzi. Il comandamento che vieta i furti gastronomici è molto rispettato ma ci sono alcune tentazioni alle quali è difficile resistere, ad esempio: dopo il bagno in mare una bottiglia di birra fresca abbandonata al chiosco della spiaggia oppure una cesta di pesce fresco sul sedile di una Panda 4x4 Sisley del '95 aperta, incustodita e con le chiavi nel cruscotto. In questo caso si tratta di furto gastromobilistico. 

8. Non dire falsa testimonianza In ambito gastronomico spesso questa regola non viene rispettata; in base alla situazione, ci sono due tipi di falsa testimonianza: accrescitiva e paraculista. Quando gli amici chiedono quante birre avete bevuto la sera precedente o quante ore è durato l'ultimo spuntino da voi organizzato, solitamente si configura l'approccio accrescitivo che in alcuni ambienti è definito anche celolunghismo. Quando la stessa domanda viene fatta dalla persona che vi ha atteso invano alcune ore all'appuntamento che avete dimenticato, l'atteggiamento è decisamente più umile e finalizzato a proteggere le natiche da traumi da caduta. C'è poi un terzo caso che si verifica quando l'esito degli esami indica una bassa percentuale di sangue residua nel colesterolo e il medico richiede al paziente notizie ufficiali sul cibo consumato nei mesi precedenti. Se viene dichiarato meno del 30% delle reali quantità si configura la fattispecie di paraculismo autodistruttivo. 

9. Non desiderare la parmigiana della donna d'altri Così come accade per la nazionale di calcio che dispone di alcuni milioni di allenatori, anche nel campionato dei trigliceridi sono molte le persone che ritengono di possedere la ricetta perfetta della parmigiana di melanzane. Può capitare che la compagna di un vostro amico ne sappia cucinare una variante di gran lunga più gustosa rispetto a quella disponibile tra le vostre mura domestiche. In questi casi la tentazione di desiderare il cibo della donna d'altri è molto forte; per combatterla in modo efficace è necessario concentrarsi sulle altre doti insuperabili della vostra compagna ma soprattutto... evitare con ogni mezzo il confronto diretto tra le due cuoche! 

10. Non desiderare il cibo d'altri Le occasioni in cui questo comandamento non viene rispettato si concentrano durante la stagione estiva e prevalentemente sulle spiagge dove si svolgono le performance degli attivisti del pranzo estremo. Dopo aver estratto umilmente il vostro spuntino di pane, formaggio e birra tiepida acquistata nel negozio sotto casa, iniziate ad osservare il gruppo di attivisti che ha costruito il proprio accampamento a pochi passi da voi. O meglio, voi vi siete posizionati accanto alla struttura da spiaggia che insiste sull'arenile fin dalle prime luci dell'alba. Dopo un'iniziale smorfia di compatimento, la vostra attenzione cresce gradualmente, seguendo l'evoluzione delle gustose specialità che vengono estratte senza sosta dalle dispense mobili. Presto la smorfia si trasforma in salivazione massiva finchè un gesto incantevole mette fine alla tentazione. Il fornelletto portatile sul quale viene posizionata una moka da dodici. Perchè un pranzo senza caffè è... un vero peccato!

Opinioni

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